Come analizziamo la visibilità AI: perché abbiamo abbandonato le API e simuliamo l'utente reale
Il problema che nessuno stava affrontando
Quando abbiamo iniziato a lavorare sulla visibilità AI, la prima domanda che ci siamo posti è stata semplice: come facciamo a sapere cosa vede davvero un utente quando chiede qualcosa a ChatGPT?
La risposta che davano tutti era altrettanto semplice: si chiama il modello via API, si manda la domanda, si legge la risposta. Veloce, scalabile, automatizzabile.
Il problema è che non è quello che succede nella realtà.
API vs esperienza reale: una differenza che conta
Quando un potenziale cliente cerca una soluzione su ChatGPT, non usa un'API. Apre il browser, va sulla piattaforma, inizia una conversazione. Il contesto in cui avviene quella conversazione, la sessione aperta, la modalità di interazione, il modo in cui la domanda viene formulata, tutto questo influenza la risposta che il modello restituisce.
Le chiamate API bypassano tutto questo. Interrogano il modello in un ambiente tecnico, controllato, che non riflette l'esperienza reale dell'utente. Il risultato sono dati che sembrano precisi ma che raccontano una storia parziale, a volte fuorviante.
Abbiamo visto brand che secondo le analisi API sembravano ben posizionati, ma che nella pratica non comparivano mai nelle risposte che un utente reale avrebbe ricevuto. E viceversa.
La soluzione: simulare l'utente reale
Abbiamo deciso di affrontare il problema alla radice. Invece di chiamare i modelli via API, simuliamo l'interazione reale dell'utente, passo dopo passo.
Il processo è questo: apriamo il browser, accediamo alla piattaforma AI, che sia ChatGPT, Gemini o Perplexity, costruiamo il contesto della sessione esattamente come farebbe un utente reale, inseriamo la domanda nel modo in cui la scriverebbe una persona, e leggiamo e analizziamo la risposta completa.
Non è un processo banale. Richiede un'infrastruttura tecnica significativa, perché va ripetuto per centinaia di prompt al mese, su più piattaforme, in modo coerente e misurabile. Ma è l'unico modo per ottenere dati che riflettono davvero quello che vede il tuo potenziale cliente.
Perché questo cambia tutto
La differenza tra dati API e dati basati su simulazione utente reale non è solo tecnica. È strategica.
Se stai costruendo una strategia di visibilità AI su dati che non riflettono la realtà, stai ottimizzando per un ambiente che non esiste. Stai migliorando la tua posizione in un test di laboratorio mentre nella vita reale i tuoi competitor vengono consigliati al posto tuo.
Con la simulazione reale, i dati che vedi in dashboard sono gli stessi dati che vedrebbe il tuo potenziale cliente se facesse quella ricerca adesso. Nessuna mediazione tecnica, nessun ambiente artificiale. Quello che misuri è quello che conta.
Come funziona in pratica
Ogni analisi che eseguiamo su Geosnap segue questo processo. I prompt vengono generati in modo dinamico, basandosi sul brand, il settore e il mercato specifico del cliente. Non sono domande generiche, sono le domande che un utente reale farebbe quando cerca una soluzione come la tua.
Questi prompt vengono poi eseguiti attraverso la simulazione su ChatGPT, Gemini e Perplexity, raccogliendo le risposte esattamente come le vedrebbe un utente. I risultati vengono analizzati per misurare frequenza delle menzioni, contesto, sentiment e fonti utilizzate.
Il processo si ripete ogni mese, sulla stessa base di prompt, così da avere dati comparabili nel tempo e poter misurare i progressi in modo significativo.
Cosa vedi in dashboard
I dati raccolti attraverso la simulazione alimentano tutte le sezioni della piattaforma. L'AI Rating che vedi riflette quanto spesso il tuo brand compare nelle risposte reali, non nelle chiamate API. Il Sentiment analizza come viene descritto in quelle risposte reali. Le Sources mostrano da quali fonti i modelli hanno attinto per costruire quelle risposte reali.
È una differenza che sembra sottile ma che cambia il significato di ogni dato che leggi.
Il risultato per chi usa Geosnap
Le aziende che lavorano con Geosnap prendono decisioni basate su quello che succede davvero nelle conversazioni AI dei loro potenziali clienti. Non su modelli teorici, non su ambienti di test, ma sulla realtà di come i modelli AI parlano di loro ogni giorno.
È questa la base su cui ha senso costruire una strategia di visibilità AI. E è questa la base su cui abbiamo costruito Geosnap.
Conclusion
The evolution of AI search is raising new questions for businesses and professionals.
Beyond the presence on traditional search engines, it is becoming increasingly important to understand how brands are represented in artificial intelligence systems.
AI visibility analysis platforms, like GeoSnap, enable users to explore this new ecosystem and gain a better understanding of how AI models interpret and present companies to users.
In a context where online search is becoming increasingly conversational, this perspective can offer valuable insights for analyzing and understanding a brand's digital presence.

Rinald Sefa
Co-founder - CMO
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