Ricerca e datiDi 7 min di lettura

AI Overviews sul nome del tuo brand: compare nell'83% delle ricerche. Cosa fare

Da settembre 2026 gli AI Overview compaiono sull'83% delle ricerche di brand USA, quasi sempre in prima posizione. Fonti citate, effetti sui clic e cosa controllare.

Copertina: AI Overviews sul nome del tuo brand: compare nell'83% delle ricerche. Cosa fare

In breve

A fine settembre 2026 Ahrefs ha trovato un AI Overview nell'83% delle ricerche con nome di brand negli Stati Uniti (desktop), contro il 13% di un anno prima; in un pannello di 100 grandi brand il riquadro sta in prima posizione nel 76% dei casi, sopra il sito dell'azienda. Le fonti più citate sono Wikipedia, YouTube e LinkedIn, non il sito del brand. Puoi verificare il tuo caso con il filtro Brand di Search Console e con ricerche manuali, e lavorare sulle pagine esterne da cui Google prende la tua descrizione.

  • Il 29 settembre 2026 l'82,91% delle ricerche USA desktop con nome di brand mostrava un AI Overview; la media di settembre è 73,3%, contro il 13,1% dello studio di novembre 2025.
  • Su 100 grandi brand, 63 avevano un AI Overview sul nome esatto a fine settembre, e nel 76,2% dei casi il riquadro è in posizione uno, sopra la home page.
  • Le fonti citate sono esterne: Wikipedia nel 71,9% dei riquadri, YouTube nel 38,6%, LinkedIn nel 22,8%. I concorrenti compaiono solo nel 3,4% delle risposte.
  • Verifica il tuo caso con il filtro Brand del rapporto Rendimento di Search Console e con ricerche manuali ripetute; in Google Analytics i clic dagli AI Overview finiscono in Organic Search.
  • Cura le fonti da cui Google prende la tua descrizione: voce Wikipedia corretta, pagine LinkedIn e YouTube aggiornate, pagina Chi siamo esplicita, recensioni e schede di terzi.

Scritto dall'agente AI di Geosnap, rivisto e approvato da Rinald Sefa.

Fino a poco tempo fa, chi cercava su Google il nome di un'azienda trovava in cima il suo sito. Da settembre 2026 non è più scontato: in Italia AI Overviews si vede da un anno e mezzo, ma ora negli Stati Uniti compare anche sulle ricerche che contengono solo il nome di un brand, e nella maggior parte dei casi occupa la prima posizione. I dati vengono da due misurazioni indipendenti pubblicate a inizio ottobre. Qui trovi i numeri, cosa cambia per il tuo sito e cosa puoi controllare già oggi.

Quante ricerche con il nome del brand mostrano un AI Overview?

Più di quattro su cinque, almeno negli Stati Uniti da desktop. Il 29 settembre 2026 Ahrefs ha rilevato un AI Overview nell'82,91% dei risultati per parole chiave con nome di brand, su un campione di 232,8 milioni di scansioni fatte tra luglio e settembre (92,5 milioni su parole chiave di brand, 140,2 milioni sulle altre). Il dato giornaliero è il picco di una crescita rapida, che si legge meglio sulle medie mensili.

Mese (2026, USA desktop)Ricerche di brand con AI OverviewRicerche generiche con AI Overview
Luglio61,3%73,5%
Agosto65,1%74,7%
Settembre73,3%78,3%

In tre mesi le ricerche di brand con AI Overview sono cresciute di 12 punti, mentre la distanza dalle ricerche generiche è scesa da 12,2 a 5 punti. Nello studio di novembre 2025, con campioni diversi, le stesse quote erano 13,1% e 24,9%: nel giro di un anno le ricerche con il nome di un brand sono passate dall'essere quasi sempre senza AI Overview ad averlo quasi sempre.

Una seconda misurazione conferma il salto. DemandSphere ha seguito ogni giorno le parole chiave di brand monitorate dai suoi clienti, su tutti i mercati e dispositivi: la quota con AI Overview è passata dal 26,12% del 1° settembre al 90,48% del 27 settembre, con l'82,06% il 29. Nessuno dei due fornitori spiega però come classifica una ricerca come «di brand», come fa notare Search Engine Journal: i numeri non sono confrontabili tra loro, ma puntano tutti nella stessa direzione.

L'AI Overview prende il primo posto, sopra il sito del brand

Nel 76% dei casi il riquadro compare in prima posizione. Per vederlo Ahrefs ha seguito, oltre al campione grande, un pannello di 100 brand scelti tra i Best Global Brands 2025 di Interbrand, cercando solo il nome esatto (per esempio «bluehost») in 14 controlli settimanali. Il 1° luglio avevano un AI Overview 5 ricerche su 98; il 30 settembre 63 su 100. Il salto è concentrato a inizio settembre: 16 prima del 9 settembre, 42 subito dopo.

Di questi 63 riquadri, 48 (il 76,2%) stanno in posizione uno, con una posizione media di 1,49. In pratica l'AI Overview tende a occupare il posto che prima spettava alla home page del brand. Il sito resta nei risultati, ma più in basso, e l'utente trova prima un riassunto scritto da Google che il messaggio scelto dall'azienda.

Due limiti da tenere a mente. Il pannello riguarda ricerche negli Stati Uniti e non dice quanti clic arrivano al sito, né quante volte il sito del brand è citato nel riquadro. E Google può cambiare idea: Ahrefs stessa scrive che non c'è garanzia che la situazione resti così.

Chi cita Google quando riassume il tuo brand?

Wikipedia, prima di tutto. Nei 57 AI Overview del pannello con elenco completo delle fonti, Wikipedia compare nel 71,9% dei casi, YouTube nel 38,6%, LinkedIn nel 22,8%, Yahoo Finance nel 15,8%, Facebook nel 10,5%. Sono fonti esterne al brand, e sono quelle che Google usa per descrivere chi sei.

La buona notizia è che i concorrenti quasi non compaiono: solo 2 risposte su 58 (il 3,4%) parlano esplicitamente di un concorrente, e un solo sito di proprietà di un concorrente è stato trovato tra le fonti. Quando qualcuno cerca il tuo nome, l'AI Overview parla di te. Il punto è cosa dice e da dove lo prende.

Per un brand italiano la domanda è semplice: se qualcuno cerca il nome della tua azienda, quali pagine esterne descrivono cosa fai? Se non esiste una voce Wikipedia, un profilo LinkedIn curato o un canale YouTube con contenuti recenti, Google riassume con quello che trova: recensioni, articoli, pagine di terzi. Vale lo stesso meccanismo che abbiamo descritto per le fonti di Google AI Mode.

Cosa cambia per i clic e per i tuoi report?

Meno clic sul tuo sito dalle ricerche che prima erano le più sicure. Nel suo studio di febbraio 2026 Ahrefs aveva misurato un tasso di clic inferiore del 58% per la prima pagina organica quando c'è un AI Overview. Quel dato veniva da parole chiave generiche; sulle ricerche di brand, dove l'utente spesso vuole proprio arrivare al sito, l'effetto potrebbe essere diverso. Nessuno l'ha ancora misurato, e in AI Overviews e clic trovi tutti gli studi finora.

Per controllare il tuo caso hai due strumenti gratuiti. Il primo è il filtro «Brand» e «Non brand» del rapporto Rendimento di Search Console: separa le ricerche che contengono il nome, il dominio o un prodotto specifico del brand, comprese varianti ed errori di battitura, dalle altre. Il filtro è disponibile per tutti i siti idonei da marzo 2026, non funziona per le sotto-proprietà e per i siti con poche impressioni, e Google avverte che qualche query può essere classificata male. Guarda impressioni e clic di brand mese per mese: se le impressioni tengono e i clic scendono, hai lo stesso schema che gli studi descrivono.

Il secondo è una verifica manuale: cerca il nome della tua azienda, delle tue linee di prodotto e dei tuoi servizi su Google, da telefono e da computer, meglio in navigazione privata. Annota se compare un AI Overview, in quale posizione, cosa dice e quali fonti elenca. Ripetilo ogni due settimane: i dati di settembre mostrano che la situazione può cambiare in pochi giorni.

Attenzione a Google Analytics: le visite che arrivano da un link dentro un AI Overview finiscono nel canale Organic Search, insieme a quelle della ricerca classica. Il rapporto sull'AI generativa di Search Console, come ricorda Search Engine Journal, non ha la dimensione query. Un calo dei clic di brand da solo non dice se è calata la domanda o se in mezzo c'è un riquadro AI.

Cosa può fare un brand

Curare le fonti che Google usa per raccontarti, prima ancora del tuo sito. Nell'ordine in cui pesano nei dati:

  1. Wikipedia e Wikidata. Se esiste una voce sulla tua azienda, controlla che dati, date, sede e descrizione dell'attività siano corretti e aggiornati, e segnala gli errori nella pagina di discussione con fonti. Se non esiste, non scriverla da solo: le regole di Wikipedia lo vietano e le voci promozionali vengono cancellate. Lavora piuttosto sulla copertura giornalistica che una voce richiede.
  2. YouTube e LinkedIn. Un canale con video che spiegano cosa fai e una pagina aziendale con descrizione completa e aggiornamenti regolari sono fonti che Google cita rispettivamente in quasi quattro AI Overview su dieci e in più di uno su cinque. Scrivi la descrizione pensando a chi deve riassumere la tua azienda in due frasi.
  3. La pagina «Chi siamo» e le pagine prodotto. Devono dire in modo esplicito cosa fai, per chi, da quando e dove, con gli stessi nomi usati fuori dal sito. Se i tuoi contenuti sono in JavaScript o bloccati ai crawler, nessuna fonte esterna li compensa.
  4. Recensioni e schede di terzi. Profilo Google Business, marketplace, portali di recensioni: sono le pagine da cui Google pesca quando il brand è piccolo e non ha una voce enciclopedica.
  5. Monitoraggio. Le ricerche di brand su Google e le domande con il tuo nome su ChatGPT, Gemini e Google AI Mode meritano un controllo periodico: Geosnap tiene traccia di come questi motori descrivono un brand e di quali fonti citano, così vedi subito se un riassunto cambia o cita una pagina sbagliata. Quali domande valga la pena seguire lo spieghiamo in quali prompt monitorare.

L'AI Overview sul tuo nome non è un concorrente che ti ha superato: è Google che ti presenta con parole sue. Puoi lasciare che scelga da solo cosa dire, oppure assicurarti che le fonti da cui attinge raccontino la versione giusta.

Fonti

Domande frequenti

Gli AI Overview sulle ricerche di brand compaiono anche in Italia?

I dati di Ahrefs riguardano ricerche negli Stati Uniti da desktop; DemandSphere misura tutti i mercati insieme ma non pubblica la ripartizione per paese. In Italia AI Overviews è attivo da marzo 2025 e Google tende a estendere le stesse scelte a tutti i mercati, ma al momento non esiste una misura italiana. Il modo più affidabile per saperlo è cercare il nome della tua azienda e dei tuoi prodotti su Google e annotare se e dove compare il riquadro.

Se l'AI Overview è in prima posizione, il mio sito perde clic?

Probabilmente sì, ma nessuno lo ha ancora misurato sulle ricerche di brand. Il calo del 58% del tasso di clic per la prima pagina organica, misurato da Ahrefs a febbraio 2026, viene da parole chiave generiche. Chi cerca un nome spesso vuole arrivare proprio al sito, quindi l'effetto potrebbe essere minore. Controlla nel tuo Search Console se, a parità di impressioni di brand, i clic sono scesi da settembre.

Come faccio a vedere le ricerche di brand in Search Console?

Nel rapporto Rendimento, apri il filtro Query e scegli Brand oppure Non brand. Google classifica da sola le query che contengono il nome, il dominio o un prodotto specifico del brand, comprese varianti ed errori di battitura. Il filtro è disponibile per tutti i siti idonei da marzo 2026, non funziona per le sotto-proprietà e per i siti con poche impressioni, e qualche query può essere classificata male.

Posso scrivere io la voce Wikipedia della mia azienda per essere citato?

No. Wikipedia vieta di scrivere voci sulla propria azienda e cancella quelle promozionali o senza fonti indipendenti. Puoi invece segnalare errori nella pagina di discussione, con fonti, e lavorare sulla copertura giornalistica che una voce richiede. Nel frattempo cura LinkedIn, YouTube, la pagina Chi siamo e le schede di terzi: sono le altre fonti che Google cita più spesso.

Geosnap mostra gli AI Overview di Google?

Geosnap analizza ChatGPT, Gemini e Google AI Mode: per ogni domanda monitorata mostra come il brand viene descritto, se è citato e quali fonti vengono usate. Per gli AI Overview della ricerca classica, oggi il controllo passa da Search Console e da ricerche manuali. Le fonti da curare sono però le stesse in entrambi i casi.