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Dove atterra il traffico da ChatGPT? Il 28,8% finisce nella ricerca interna

Studio Previsible su 6,77 milioni di sessioni: ChatGPT manda il 28,8% delle visite nella ricerca interna, poi su prodotti e «Chi siamo». Cosa controllare e misurare.

Copertina: Dove atterra il traffico da ChatGPT? Il 28,8% finisce nella ricerca interna

In breve

Le visite da ChatGPT non arrivano sugli articoli del blog: secondo Previsible (6,77 milioni di sessioni, 166 siti, novembre 2024-maggio 2026) il 28,8% atterra sulla pagina dei risultati della ricerca interna, poi su schede prodotto (43% nell'e-commerce), pagine dei corsi (52%) e «Chi siamo» (42,1% nella salute). Succede perché l'assistente si fida del dominio ma non sa quale pagina scegliere. La cosa da fare è testare la ricerca interna con le dieci domande più frequenti, togliere le pagine vuote, mettere in alto le pagine che chiudono una decisione e misurare il traffico AI per tipo di pagina in GA4.

  • Il 28,8% delle visite inviate da ChatGPT atterra sulla ricerca interna del sito (34,6% nel SaaS); circa un quarto per tutti gli assistenti AI messi insieme.
  • Le altre porte d'ingresso sono le pagine che chiudono una decisione: schede prodotto (43% nell'e-commerce), corsi (52%), «Chi siamo» (42,1% nella salute).
  • ChatGPT costruisce un link alla tua ricerca con la domanda dell'utente perché si fida del dominio ma non della pagina: è un comportamento strutturale, non un errore.
  • Testa la ricerca interna con le dieci domande più frequenti ogni trimestre: niente pagine vuote, risultati ordinati per intenzione, titoli leggibili, parametro che resta nell'URL.
  • In GA4 misura il traffico AI per tipo di pagina (sessioni AI diviso sessioni totali) e attiva la ricerca nel sito nella misurazione avanzata; ricorda che ChatGPT a volte perde gli UTM.

Scritto dall'agente AI di Geosnap, rivisto e approvato da Rinald Sefa.

Quando ChatGPT consiglia il tuo sito e la persona clicca, dove arriva? Quasi mai su un articolo del blog. Lo studio di Previsible su 6,77 milioni di sessioni arrivate da assistenti AI mostra che il 28,8% delle visite inviate da ChatGPT atterra sulla pagina dei risultati della ricerca interna del sito, e che il resto si concentra su pagine prodotto, corsi, «Chi siamo» e contatti. Sono le pagine che nessuno cura per il traffico in entrata. Qui trovi i numeri, il motivo di questo comportamento e una lista di controlli da fare in un pomeriggio.

Su quali pagine arrivano le visite da ChatGPT?

Su pagine funzionali, non editoriali. Il rapporto 2026 di Previsible, pubblicato il 6 luglio 2026, analizza 6,77 milioni di sessioni provenienti da ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot e Claude su 166 proprietà Google Analytics 4, da novembre 2024 a maggio 2026, in nove settori (SaaS, e-commerce, finanza, legale, salute, assicurazioni, formazione, editoria, biglietteria). ChatGPT vale il 92,4% di quelle sessioni, quindi i suoi comportamenti pesano su tutto il resto.

La ripartizione per tipo di pagina è questa:

SettorePagina di atterraggio più frequenteQuota del traffico AI
Tutti (solo ChatGPT)Risultati della ricerca interna28,8%
SaaSRisultati della ricerca interna34,6%
E-commercePagine prodotto43%
FormazionePagine dei corsi52%
SalutePagina «Chi siamo»42,1%
EditoriaPagine delle notizie54%
LegaleBlog 28,2%, «Chi siamo» 12,3%, contatti 11,7%, sedi 10,3%—
BiglietteriaRicerca interna 20,8%, home 18,5%—

Nel complesso, circa un quarto delle visite inviate dagli assistenti AI finisce su una pagina di ricerca interna. Perplexity si comporta in modo diverso: manda il 13% del traffico classificato verso il blog, contro l'8,7% della media. Previsible distingue i modelli «che cercano» (ChatGPT e Gemini: si fidano del dominio ma non sanno quale pagina scegliere) dai modelli «che selezionano il contenuto» (Perplexity e Claude: scelgono l'articolo preciso).

Altre misurazioni danno numeri diversi perché usano metodi diversi. Similarweb, con un panel di navigazione e non con i dati Analytics dei siti, stima che il 58,8% dei clic da ChatGPT arrivi sulla home page, quota raddoppiata da quando ChatGPT mostra link di marca più evidenti, come riporta Search Engine Journal. I due studi non si contraddicono su un punto: le persone arrivano su pagine di servizio (home, ricerca, prodotto), non sul contenuto che ha fatto citare il sito.

Perché ChatGPT manda le persone nella ricerca interna del sito?

Perché si fida del tuo dominio ma non è sicuro della pagina. Quando l'assistente ha capito che la risposta sta sul tuo sito ma non ha un URL preciso e aggiornato, costruisce un link alla tua ricerca interna con la domanda dell'utente come parametro, nella forma tuosito.it/?s=parola+chiave. Previsible lo definisce un comportamento che «sembra strutturale», non un errore passeggero: in SaaS vale un terzo delle visite.

Il risultato è che il visitatore arriva già informato (ha letto una risposta, sa cosa vuole) e si ritrova davanti alla pagina che il sito cura meno: nessun titolo, risultati ordinati per data, filtri assenti, in molti casi un «nessun risultato» perché il motore interno non capisce le domande in linguaggio naturale. Slobodan Manic la chiama la ripetizione dell'errore più vecchio dell'ottimizzazione delle conversioni: mandare traffico qualificato su una pagina che non è stata progettata per riceverlo. Pam Didner su Inc. aggiunge il problema organizzativo: nelle aziende la ricerca interna non ha un responsabile, quindi nessuno guarda cosa succede lì.

Cosa controllare nella pagina dei risultati di ricerca interna

Parti dal test più semplice: prendi le dieci domande che i clienti fanno più spesso e digita ciascuna nella ricerca del tuo sito, come farebbe chi arriva da ChatGPT. Entrambi gli articoli citati sopra propongono questo esercizio; Inc. suggerisce di ripeterlo ogni trimestre e di dare un voto a tre cose per ogni domanda: la pagina giusta compare tra i primi tre risultati, è aggiornata, risponde davvero.

Poi correggi quello che non funziona, in questo ordine:

  1. Niente pagine vuote. Se la ricerca non trova nulla, mostra le categorie principali, i prodotti più richiesti e un modo per contattarti. Un «0 risultati» a chi arriva da una raccomandazione AI è una vendita persa.
  2. Risultati per intenzione, non per data. Chi cerca «prezzo», «preventivo», «consegna» deve trovare in alto la pagina prezzi, il modulo o le condizioni, non l'ultimo post del blog che contiene quella parola.
  3. Titoli e descrizioni leggibili. Ogni risultato deve avere un titolo chiaro e due righe di testo utile: la pagina dei risultati va trattata come una piccola landing page.
  4. Sinonimi e linguaggio naturale. ChatGPT passa frasi intere, non parole chiave. Il motore interno deve reggere «quanto costa la spedizione in Sardegna», non solo «spedizione».
  5. Il parametro resta nell'URL. Se il sito reindirizza /?s= alla home o cambia parametro, perdi la domanda dell'utente e non la vedi nei report. Controlla che la pagina risponda con codice 200 e carichi in fretta anche da mobile.

Pagine prodotto, prezzi e «Chi siamo»: le altre porte d'ingresso

Dopo la ricerca interna, le visite da ChatGPT si concentrano sulle pagine che chiudono una decisione. Nell'e-commerce il 43% atterra sulle schede prodotto; nella formazione il 52% sulle pagine dei corsi; nella salute il 42,1% sul «Chi siamo», perché chi deve scegliere una struttura vuole sapere chi c'è dietro. Previsible ne ricava tre indicazioni pratiche: trattare le pagine prodotto come punti di ingresso, con dati strutturati e confrontabili; rendere i prezzi leggibili anche dalle macchine, perché un «contattaci per un preventivo» dà all'assistente poco da riprendere; misurare il traffico AI per tipo di pagina, non per sito.

Un esempio: un'agenzia di viaggi di Torino con un rapporto AI sull'intero sito dello 0,3% può scoprire che sulla pagina dei prezzi vale l'1% e sulle schede dei singoli viaggi il 2%. È lì che va speso il tempo, non sulla media. Per le schede prodotto, i requisiti dei feed e dei dati strutturati sono spiegati nell'articolo su ChatGPT Shopping e i feed prodotto; per la pagina «Chi siamo» valgono le regole di ogni contenuto in formato risposta: chi siete, da quando, dove, cosa fate, con numeri verificabili.

Come misurare dove atterra il traffico AI in Google Analytics 4

Con un segmento per sorgente e il rapporto sulle pagine di atterraggio. In GA4 crea un confronto che includa le sorgenti chatgpt.com, perplexity.ai, gemini.google.com, copilot.microsoft.com e claude.ai (Previsible usa questo elenco, con le varianti app e sottodominio), poi apri il rapporto Pagina di destinazione: vedrai subito quanto pesano le pagine con parametri di ricerca, le schede prodotto e le pagine istituzionali. Attiva anche la voce «Ricerca nel sito» della misurazione avanzata, così ogni ricerca interna genera un evento con il termine cercato: è il modo più diretto per leggere le domande che ChatGPT ti sta passando. Se hai collegato Google Analytics a Geosnap, lo stesso confronto tra prompt monitorati e visite ricevute è disponibile senza rifare i segmenti.

Due avvertenze. La prima: Previsible calcola la penetrazione come sessioni AI diviso sessioni totali per cento, e invita a farlo per tipo di pagina; un sito che vale lo 0,25% in totale può avere pagine al triplo o al quintuplo. La seconda: secondo l'aggiornamento di ottobre 2026 di Similarweb, ChatGPT in alcuni passaggi elimina i parametri UTM nei reindirizzamenti, quindi una parte delle visite finisce tra il traffico diretto. Se i numeri ti sembrano bassi, leggi come distinguere visite perse ed etichette perse.

Cosa non dicono questi dati

Non dicono quanto converte ogni pagina di atterraggio e non coprono le AI Overviews di Google. Previsible lo dichiara: lo studio misura solo i referral degli assistenti autonomi, e l'autore stima che le AI Overviews portino più traffico di tutti gli altri messi insieme, senza però misurarlo. Il campione è formato da clienti dell'agenzia, con un peso dei settori che non corrisponde al mercato italiano, e i dati si fermano a maggio 2026. Il numero del 58,8% sulla home page è una stima di panel, non un dato Analytics. Per questo l'indicazione utile non è la singola percentuale, ma il metodo: guarda nel tuo account quali pagine ricevono le visite AI, e sistema quelle.

Fonti

Domande frequenti

Perché ChatGPT manda le persone nella ricerca interna del mio sito?

Perché ha capito che la risposta è sul tuo dominio ma non ha un URL preciso e aggiornato da proporre. Costruisce allora un link alla tua ricerca interna con la domanda dell'utente come parametro. Previsible lo osserva nel 28,8% delle visite da ChatGPT e lo considera un comportamento strutturale, più frequente nei settori con molte pagine simili come il SaaS.

Devo rendere indicizzabile la pagina dei risultati di ricerca interna?

No, non serve: le visite da ChatGPT sono clic diretti di persone, non scansioni. Lascia il noindex se lo hai, ma controlla che la pagina risponda con codice 200, mantenga il parametro nell'URL, non reindirizzi alla home e mostri risultati utili anche per domande in linguaggio naturale.

Come vedo in Google Analytics 4 su quali pagine atterra il traffico AI?

Crea un confronto con le sorgenti chatgpt.com, perplexity.ai, gemini.google.com, copilot.microsoft.com e claude.ai e apri il rapporto Pagina di destinazione. Attiva poi la ricerca nel sito nella misurazione avanzata per registrare i termini cercati. Calcola la quota AI per tipo di pagina, non per sito: le pagine prezzi e prodotto valgono spesso tre o cinque volte la media.

Questi numeri valgono anche per i siti italiani?

Il campione è formato da 166 siti clienti di un'agenzia, in nove settori, senza una ripartizione per Paese: le percentuali non si trasferiscono alla lettera. Il metodo sì: guarda nel tuo account quali pagine ricevono le visite AI e sistema quelle. Il comportamento di ChatGPT con la ricerca interna non dipende dalla lingua del sito.

Le AI Overviews di Google sono comprese nello studio?

No. Previsible misura solo i referral degli assistenti autonomi (ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot, Claude) perché le AI Overviews non si distinguono dal traffico organico di Google in GA4. L'autore stima che portino più traffico di tutti gli assistenti messi insieme, ma non lo misura.